L’Organizzazione Internazionale Sathya Sai (SSSIO) ha lanciato una rivista mensile intitolata "Sathya Sai - L'Eterno Compagno" in occasione del Maha Shivaratri di marzo del 2022, con il nobile obiettivo di condividere con tutto il mondo l'amore, gli insegnamenti e la gloria di Bhagawan Sri Sathya Sai Baba. Ogni numero della rivista presenta selezionati discorsi e scritti divini di Sri Sathya Sai e articoli ispiranti di devoti di tutto il mondo che condividono le loro esperienze personali con Swami e il loro cammino di trasformazione spirituale. Include sezioni con contributi di donne, giovani adulti e bambini dell'Educazione Spirituale Sai (SSE) e delle attività di servizio umanitario intraprese in tutto il mondo dalla SSSIO. Ci auguriamo che gli aspiranti spirituali di tutte le età, provenienti da ogni angolo del mondo, trovino la rivista accurata, stimolante e utile per il cammino spirituale ispirato dalla pratica dei Suoi insegnamenti.


Di seguito trovate l'editoriale dell'ultima edizione dell'Eterno Compagno (Agosto 2026).

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Eterno Compagno Agosto 2026

ETERNO COMPAGNO - Edizione Agosto 2026

Editoriale - Parte prima

Guru Purnima è un’occasione di buon auspicio celebrata nel mese di Ashadha, nel sacro giorno della Luna Piena, per esprimere la nostra gratitudine, rispetto e amore per il Guru, che ci mostra il gurila meta della vita.

Il Guru è colui che rivela il fine supremo e lo scopo ultimo dell’esistenza umana. Come le Scritture dichiarano, e come ci ricorda spesso Bhagavan Sri Sathya Sai Baba, lo scopo dell’esistenza umana è realizzare la nostra vera natura – ovvero che siamo le incarnazioni dell’amore divino, dell’Atma divino e della beatitudine divina.

Il Profondo Significato del Guru Purnima

Questa sacra festa viene celebrata ogni anno in tutto il mondo dai ricercatori spirituali. Tuttavia, Baba ha spesso sottolineato che le festività non dovrebbero mai essere osservate semplicemente come rituali. Dobbiamo comprendere e vivere il loro profondo significato spirituale.

Guru Purnima onora una delle verità più profonde della vita spirituale: vale a dire che Dio, per Sua infinita compassione e amore, assume il ruolo del Guru per guidare l’umanità dalle tenebre alla luce, dall’ignoranza alla saggezza e dall’effimero all’eterno.

Ogni autentica tradizione spirituale riconosce che il viaggio dal finito all’Infinito richiede una guida, e che il Guru è la luce guida. Questa giornata è celebrata anche come Vyasa Purnima, in onore del Saggio Veda Vyasa, che ha codificato i Veda, ci ha dato il Quinto Veda, il Mahabharata, e composto i 18 Maha Purana (sacre leggende religiose). Pertanto, in suo onore, questo giorno è anche chiamato Vyasa Purnima.

Il titolo di questa rivista, Sathya Sai – L’Eterno Compagno, rispecchia magnificamente questa verità senza tempo. Sathya Sai non è solo una figura storica ricordata solo in occasioni speciali: è il vero Guru.

Il Guru è l’Eterno Compagno, che guida, sostiene e rimane con noi attraverso ogni gioia e dolore, ogni successo e battuta d’arresto, ogni nascita e morte, finché non raggiungiamo la realizzazione ultima della nostra vera natura.

I Genitori: I Nostri Primi Insegnanti.

Il Guru appare in molte forme durante la vita di un cercatore spirituale, dall’inizio del viaggio fino alla realizzazione della verità ultima. Il primo Guru è la madre, che è la prima insegnante del bambino.Non solo insegna al bambino come mangiare, camminare e parlare, ma può anche essere la prima guida che indica Dio al bambino.

Successivamente, ella mostra il piccolo al padre, che diventa anch’egli una guida nel cammino spirituale del bambino. Essere benedetti con genitori che hanno un autentico interesse spirituale e vivono una vita centrata su Dio è veramente una testimonianza della grazia divina.

A questo proposito, io sono stato molto fortunato. Mia madre era una devota del Signore Rama e, fin dall’infanzia, insegnava a me e a mio fratello come adorare il Signore con regolarità, puntualità e devozione. Ogni mattina e sera, eseguivamo pratiche devozionali, offrivamo il prasadam, cantavamo canti devozionali e praticavamo la scrittura del sacro nome di Dio (likhita japam). Nel 1995, quando mi capitò di essere con Bhagavan a Kodaikanal, Egli riconobbe questo aspetto della mia vita e disse al pubblico: “Ha ottenuto questa devozione per Dio da sua madre.”

Mio padre era ben edotto nelle Scritture come le Upanishad e la Bhagavad Gita, quindi, fin dalla prima infanzia, sono stato anche messo a conoscenza del Vedanta. Così, anch’egli ci ha aiutato a comprendere i concetti spirituali e il significato profondo dei testi scritturali, rafforzando il fondamento nel cammino verso Dio. A causa del suo grande interesse spirituale e devozione, ci ha anche portato a contatto con molti grandi santi e saggi. Fin dalla prima infanzia, abbiamo visitato l’Ashram di Bhagavan Ramana Maharishi, incontrato monaci dell’Ordine Sri Ramakrishna e avuto il privilegio di incontrare molti grandi santi viventi.

Nella Bhagavad Gita, il Signore Krishna dichiara che coloro che hanno accumulato elevati meriti nelle nascite precedenti nascono in famiglie di saggi o persone spiritualmente evolute, o almeno in famiglie che possiedono profondi valori spirituali (BG: 6.41-42). Inizia così il cammino del ricercatore in un ambiente favorevole allo sviluppo spirituale.

Poi, per grazia di Dio, una persona entra in contatto con persone sante, santi e saggi le cui vite esemplari illuminano il cammino spirituale. Grazie all’associazione con i santi, si avanza costantemente nel cammino spirituale.

Compagnia Santa e i Santi

Adi Shankaracharya, un santo e convinto sostenitore della filosofia del non dualismo (Advaita Vedanta), esalta magnificamente il potere trasformativo della compagnia santa (satsang):

Satsangatve nissangatvam,

Nissangatve nirmohatvam,

Nirmohatve nischalatattvam,

Nischalatattve jivanmuktih

(Bhaja Govindam, verso 9)

(La compagnia dei buoni e delle persone pie porta al distacco. Il distacco rimuove l’illusione. La libertà dall’illusione instilla stabilità mentale. La stabilità mentale culmina in jivanmukti (liberazione in vita). Così, il satsang stesso diventa un Guru, guidando delicatamente il ricercatore verso la realizzazione del Sé. Una delle migliori illustrazioni del potere trasformante della compagnia dei santi si trova nel Ramayana, nella vita di Sabari.